SMETTERE DI FUMARE: LA MOTIVAZIONE

“Il dottor Giuseppe Fatiga utilizza l’agopuntura e l’auricoloterapia per aiutare a smettere di fumare. Riceve a Torino in via Monte Santo 6. Chiama il 3405499616
per prenotare una seduta”

 

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Nel mio studio di agopuntura di Torino, quando un fumatore mi chiede di aiutarlo a smettere di fumare, il primo fattore che valuto è il suo reale grado di motivazione. Tutti i soggetti fumatori, anche quelli più accaniti, possono smettere di fumare, se possiedono una forte motivazione. Con il termine “motivazione” intendiamo non certo il generico pensiero o desiderio di smettere, che ad un certo punto nasce in quasi tutti i fumatori, almeno in qualche fase della loro vita; nemmeno l’intenzione di rivolgersi ad un professionista o un centro specializzato nella disassuefazione tabagica. Non sono pochi infatti coloro che “tentano” tale strada con poca convinzione, perché spinti da un familiare, o perché si ritengono incapaci di smettere da soli. “Lei è la mia ultima spiaggia” sentiamo spesso dire da alcuni fumatori, delegando al medico o comunque ad una persona esterna la gestione del proprio problema. La motivazione è tutt’altro. Sono almeno due gli elementi che la contraddistinguono: la consapevolezza di avere un problema serio da un lato, ed una forte spinta a volerlo risolvere dall’altro. Un terzo fattore, che alimenta tale spinta, è la piena consapevolezza di possedere delle risorse interiori per risolvere il problema, per quanto il percorso presenti indubbiamente degli ostacoli.
E’ grazie a questa motivazione che molti soggetti sono diventati ex fumatori spontaneamente. Analizzando i dati anamnestici di migliaia di ex fumatori – che ho interrogato sistematicamente durante ogni visita ed esame diagnostico- ho potuto trarre importanti considerazioni. La prima è che molti soggetti hanno smesso spontaneamente senza alcun aiuto, e senza ricadere mai più: è evidente che la sola forza di volontà – che è un’altra caratteristica della motivazione- è da sola sufficiente. La seconda riguarda i fattori che spingono a smettere e che sostengono la motivazione. Ebbene, il principale è uno stato di malattia, a volte grave – come un infarto o un tumore – altre volte meno grave, ma che comunque ha intaccato a qualche livello la vita dell’individuo, come la resistenza fisica, la possibilità di fare sport etc… Sembra proprio che la percezione di essere malati sia il fattore principale. Vi è comunque una quota di fumatori che smette senza una ragione sostanziale, solo per il desiderio di smettere, senza alcun rimpianto per l’abitudine che si lasciano alle spalle. Ma la terza e più importante scoperta emersa dalla raccolta dei dati è che quasi sempre i soggetti fumatori – anche i grandi fumatori- non hanno sperimentato la sindrome da astinenza nel momento in cui hanno smesso spontaneamente. E quasi tutti hanno smesso di colpo, senza una riduzione graduale del consumo di sigarette, in linea con gli studi clinici fino ad oggi condotti, secondo i quali il “taglio netto” al fumo si associa a maggiori probabilità di successo della disassuefazione. Quindi, se la motivazione è forte, il nostro cervello è in grado di produrre tutte le sostanze che servono ad alleviare la carenza di nicotina. Una minoranza di soggetti ha sperimentato una certa sindrome di astinenza – “dottore, certo i primi giorni è stata dura”- ma ce l’ha comunque fatta da solo, senza nessun aiuto esterno.
Ci sono individui che pensano di fare eccezione, perché si ritengono deboli rispetto ai soggetti di cui ho parlato sopra; tuttavia il problema di questi individui non è certo la debolezza, ma la mancanza di una forte motivazione, dovuta a sua volta all’incapacità di riconoscere le proprie risorse interiori, che esistono, come in ogni individuo. Il cervello possiede infatti meccanismi di funzionamento analoghi in tutti gli individui – sono più le analogie che le differenze- ed il motivo per cui certi meccanismi non scattano non è certo perché non esistono, ma perché nell’individuo sono radicate credenze e convinzioni negative. Una volta rimossi questi ostacoli emotivi e cognitivi, i meccanismi cerebrali che consentono la disassuefazione diventano pienamente operanti.
Nel mio studio di agopuntura a Torino, prima di intraprendere l’agopuntura, viene quindi attentamente valutata la motivazione a smettere di fumare, che è un elemento troppo spesso trascurato ma imprescindibile per La riuscita del programma di disassuefazione.

“Il dottor Giuseppe Fatiga è un medico esperto nella disassuefazione tabagica. Riceve a Torino in via Monte Santo 6. Prenota una visita chiamandolo direttamente al 3405499616