IL MAL DI SCHIENA: CAUSE, PREVENZIONE E TERAPIA

Se soffri di mal di schiena, a Torino la cura efficace è l’agopuntura, con cui puoi eliminare il dolore e recuperare i tuoi normali movimenti. Chiama direttamente il dott. Giuseppe Fatiga al 3405499616 per prenotare una prima seduta.

La “lombalgia”, termine medico che indica il mal di schiena, è un disturbo molto comune. La lombalgia è per lo più di natura “funzionale”, causata cioè da un errato funzionamento della colonna vertebrale. Si possono riconoscere le sue cause e quindi prevenirla; ma si può anche curarla, ricorrendo alle terapie più appropriate, tra le quali l’agopuntura è una delle opzioni  migliori per efficacia ed assenza di effetti collaterali.

CURARE IL MAL DI SCHIENA A TORINO: DALLE CAUSE ALLA TERAPIA CON AGOPUNTURA

Ben otto individui su dieci lamentano almeno un episodio di lombalgia nel corso della loro vita! Quasi sempre il mal di schiena ha una sua storia ben riconoscibile, che inizia con un’alterazione del funzionamento della colonna vertebrale, evolvendo progressivamente in quadri più severi come l’artrosi, la discopatia, l’ernia del disco. Il mal di schiena, almeno nel suo primo stadio, non rappresenta quindi una malattia in senso stretto; va piuttosto interpretato come una “spia” che si accende, segnalando un’anomalia. Individuandola per tempo, tale anomalia può essere facilmente rimossa, portando alla guarigione completa e duratura del mal di schiena. L’agopuntura, sin dal primo stadio del mal di schiena, è una terapia eccezionale, accelerando in modo significativo la sua risoluzione: si tratta infatti di una cura che agisce in profondità, ripristinando l’equilibrio funzionale della colonna vertebrale.

FUNZIONAMENTO NORMALE DELLA COLONNA VERTEBRALE

La colonna vertebrale è costituita da mattoncini, chiamati vertebre, disposti in serie a formare un asse che si estende dal collo fino ad arrivare al sacro: 7 vertebre cervicali, 12 vertebre toraciche e 5 vertebre lombari, più una serie di vertebre fuse tra loro che formano il sacro e il coccige.

Questo asse è paragonabile allo scheletro armato di un edificio, svolgendo una funzione di sostegno; tuttavia la sua struttura non è statica, ma dinamica, ed estremamente flessibile, in grado di modificarsi e di adattarsi ai movimenti da eseguire e ai carichi da sostenere.

I mattoncini ossei non si modificano, mentre tutte le altre strutture che compongono la colonna vertebrale si modificano in modo plastico e armonico:

  • I dischi che sono posti tra le vertebre svolgono la funzione di ammortizzatori e, come tali, assorbono i pesi e le tensioni deformandosi in modo elastico, grazie al loro nucleo polposo, un morbido cuscinetto posto al loro interno
  • I muscoli paravertebrali, cioè i muscoli situati intorno alla colonna vertebrale, modificano il loro grado di contrazione in relazione ai movimenti, ai pesi e alle tensioni, distribuendo le forze in modo equilibrato su tutte le vertebre, e prevenenendo gli attriti patologici ed un consumo precoce delle cartilagini
  • I legamenti, paragonabili a cordoni fibrosi che uniscono tra loro le varie vertebre, hanno la funzione di rendere robusto l’asse vertebrale, aumentandone la resistenza agli sforzi. Pur essendo fibrosi, sono tuttavia dotati di una certa elasticità, che permette i fisiologici movimenti della schiena.

A rendere ancora più flessibile questo sistema contribuiscono le curvature della colonna vertebrale, che ripartiscono in modo equilibrato il peso del corpo sulle varie vertebre. Se non esistessero tali curve, il peso esercitato su ciascuna vertebra sarebbe di gran lunga superiore, tale da causarne un’usura precoce.

Il mantenimento di queste curve è quindi essenziale per una salute ottimale della colonna vertebrale, tanto in condizioni statiche, come stare seduti o dormire, quanto in condizioni dinamiche, cioè durante attività quotidiane che comportano movimenti della schiena.

Articolazioni della colonna vertebrale. Le vertebre entrano in contatto l’una con l’altra attraverso le articolazioni, che si comportano come “cerniere” e la cui funzione è duplice:

  • garantire la stabilità della colonna vertebrale, mantenendo le vertebre saldamente ancorate l’una all’altra.
  • garantire i normali movimenti della schiena, che devono essere fluidi e senza dolore

Le vertebre presentano due importanti articolazioni, attraverso le quali entrano in contatto l’una con l’altra: una anteriore ed una posteriore. E’ in virtù di queste articolazioni che le curve della colonna vertebrali riescono a modificarsi “a fisarmonica” nel corso dei movimenti.

MAL DI SCHIENA: PRIMO STADIO (L’importanza della postura)

In un soggetto sano il mal di schiena deriva quasi sempre da un anomalo funzionamento della colonna vertebrale, legato ad alterazioni della postura. Una postura errata del corpo porta con sé inevitabilmente una modificazione delle normali curve della colonna vertebrale.

I vizi posturali acquisiti più frequenti sono l’atteggiamento in cifosi, cioè con il busto curvo in avanti, e la iperlordosi lombare, cioè la presenza di una rientranza nella regione lombare, con il ventre spostato in avanti e i glutei all’indietro.

La scoliosi è anch’essa frequente, e consiste in una deviazione laterale della colonna vertebrale. Queste alterazioni possono anche essere presenti insieme; la più frequente combinazione è quella tra cifosi e scoliosi, che prende il nome di cifoscoliosi.

Con l’eccezione delle forme più gravi, spesso ad esordio nella fase della crescita, queste anomalie posturali sono in genere “benigne”, almeno nelle fasi iniziali, essendo il risultato di posizioni anomale assunte dal corpo nel corso della giornata (si veda anche postura e mal di schiena: approfondimento).

La comparsa di curve anomale non causa, almeno in un primo tempo, alterazioni gravi della struttura della colonna. In questo primo stadio, il dolore deriva invece da:

CONTRATTURA DELLA MUSCOLATURA DELLA SCHIENA

Nella scoliosi i muscoli di un lato del corpo lavorano di più rispetto all’altro lato, e quindi si riempiono più facilmente di acido lattico, entrando in uno stato di contrattura dolorosa. Lo stesso accade nella cifosi e nella iperlordosi, dove si producono delle tensioni anomale a carico dei muscoli della schiena, che vengono accorciati in alcune zone ed allungati in altre, cioè sottoposti a stress meccanici che li rendono infiammati e dolorosi.

SOLLECITAZIONE ANOMALA DELLE ARTICOLAZIONI

Le articolazioni vengono sollecitate in modo eccessivo in alcuni punti. Poiché nelle articolazioni si trovano fibre nervose sensibili allo schiacciamento e allo stiramento, si genera dolore, soprattutto nel corso dei movimenti della schiena.

SOLLECITAZIONE ANOMALA DEI LEGAMENTI

Nella schiena esistono cordoni fibrosi che sono tesi tra le varie vertebre. Anch’essi presentano delle fibre nervose sensibili allo stiramento, per cui sono capaci di produrre dolore nel corso di anomalie della postura.

Oltre che far male, la colonna vertebrale va incontro ad una limitazione dei suoi movimenti: diventa ad esempio difficile raddrizzare la schiena o chinarsi. Altro sintomo è la rigidità, dovuta all’indurimento della muscolatura della schiena.

L’IMPORTANZA DEI FATTORI PSICOLOGICI

Anche le tensioni emotive e gli stati di ansia e depressione favoriscono l’insorgenza della lombalgia cronica. In queste condizioni si verifica infatti una marcata contrattura dei muscoli della schiena ed un irrigidimento della colonna vertebrale. Stati d’animo come tristezza, paura ed insicurezza producono inoltre posture anomale. Nella depressione vi è infine un abbassamento della soglia del dolore.

PREVENZIONE E TRATTAMENTO DEL MAL DI SCHIENA A TORINO

Il primo stadio del mal di schiena è reversibile e suscettibile di guarigione: basta correggere le errate posture che ne sono causa. E’ importante l’adozione di letti, materassi e cuscini adeguati, che consentano il mantenimento delle normali curve della schiena nel corso del riposo.

In tutte le lombalgie croniche è indispensabile una visita podologica, per valutare le calzature più adatte e l’eventuale adozione di un plantare. Sedie, poltrone e divani devono adattarsi perfettamente alla nostra schiena, per evitare la comparsa di curve patologiche della colonna.

La correzione del sovrappeso è importante nella lombalgia cronica, poiché il carico sollecita in modo anomalo tutte le strutture della colonna. Anche semplici esercizi fisici di allungamento e rinforzo della muscolatura sono importanti tanto nella prevenzione quanto nella cura della lombalgia cronica. Infatti una muscolatura tonica è in grado di assorbire parte del peso e delle sollecitazioni, aiutando cosi’ la colonna vertebrale.

L’agopuntura è molto efficace nel primo stadio di chi soffre di mal di schiena a Torino. Consente di far scomparire in modo rapido il dolore, disattivando i centri nervosi del dolore, e facendo produrre al cervello le endorfine. Esercita inoltre una potente azione di rilassamento della muscolatura, ed aiuta a migliorare la postura, rendendo i movimenti della schiena fluidi ed armonici.

Infine l’agopuntura cura in modo efficace gli stati di stress e ansia eventualmente presenti nella lombalgia cronica.

Leggendo alcuni casi reali di mal di schiena a Torino da me trattati, potrai farti un’idea di come l’agopuntura viene effettuata nel concreto e dei grandi risultati che si possono ottenere.

EVOLUZIONE DEL MAL DI SCHIENA

Il mal di schiena è dunque la spia di qualcosa che non funziona. Se trascuriamo questo importante messaggio del corpo, nel tempo insorgono modificazioni irreversibili delle strutture della colonna vertebrale. Il consumo delle cartilagini che rivestono le articolazioni delle vertebre conducono ad una lombalgia cronica e ad una limitazione permanente dei movimenti del rachide, cioè ai quadri di artrosi che colpiscono un vasto numero di individui: vedi a tal proposito la pagina MAL DI SCHIENA SECONDO STADIO: L’ARTROSI LOMBARE

I microtraumi legati alle posture errate ed il sovrappeso tendono nel tempo ad usare anche i dischi situati tra vertebra e vertebra, causando una discopatia: per approfondimenti si legga la pagina LA DISCOPATIA. Il quadro di discopatia più grave è l’ernia del disco, che può comprimere una radice nervosa causando una lombosciatalgia: questa patologia è descritta in dettaglio nelle pagine L’ernia del disco e La sciatica.

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