TABAGISMO: FATTORI PSICOLOGICI

“Il dottor Giuseppe Fatiga è un esperto nella disassuefazione dal fumo di sigaretta con l’utilizzo dell’agopuntura. Riceve a Torino in via Monte Santo 6. Per prenotare una seduta chiama il 3405499616

Nella dipendenza dal fumo di sigaretta giocano un ruolo importante molteplici fattori psicologici, che vanno assolutamente valutati nel percorso di disassuefazione. L’agopuntura è un valido aiuto nel ridurre i sintomi della dipendenza dalla sigaretta, ma è importante lavorare anche su questi fattori psicologici affinchè non vi siano più ricadute.
Fattori psicologici non specifici. Nel tabagismo esistono molteplici rinforzi di tipo psicologico, autoincentivanti e automotivanti, che alimentano e mantengono nel tempo l’abitudine a fumare. In particolare, i rituali incentrati intorno al fumo, e gli aspetti della gratificazione “orale” – che non riguardano solo aspetti sensoriali come il gusto ed il tatto, ma anche aspetti simbolici di accudimento, rassicurazione e “nutrimento”- rappresentano elementi psicologici determinanti. Tuttavia essi sono “aspecifici”, presenti cioè in tutti i fumatori, e che prescindono largamente dalla personalità degli stessi.
Altri elementi aspecifici che caratterizzano la quasi totalità dei fumatori sono il sentimento di impotenza ed i vissuti di schiavitù, derivanti dall’incapacità di fare a meno del fumo e dallo stato di malessere in assenza delle sigarette. La ridotta autostima ed il senso di colpa sono altri due elementi che accomunano quasi tutti i tabagisti; dal punto di vista cognitivo, tali vissuti si accompagnano a pensieri tipici, come “non riesco a farcela” “sono un debole” “non mi piaccio”. Se è vero che tali vissuti e pensieri sono disfunzionali, e contribuiscono a mantenere il circolo vizioso della dipendenza, è altrettanto vero che non tutti i pazienti devono iniziare necessariamente un percorso di psicoterapia.

schiavitù fumo
Infatti, questi elementi, in linea di massima, accomunano tutti i tipi di dipendenza, e quindi la terapia non deve focalizzarsi su essi; spesso, superata la fase delle sindrome di astinenza, i pensieri e le emozioni si autoregolano, lasciando il posto ad un incremento dell’autostima, e ad un sentimento di orgoglio e fiducia nelle proprie capacità. Occorre quindi concentrare il lavoro soprattutto su come conseguire in modo rapido ed efficace la disassuefazione, piuttosto che avventurarsi in complesse interpretazioni psicologiche delle cause del disturbo.
Fattori psicologici specifici. Ben diverso è il ruolo di fattori psicologici specifici del singolo individuo, che spesso segnano l’esordio della dipendenza dalla nicotina, come nel caso di malattie proprie o dei propri cari, traumi importanti, lutti o separazioni difficili da elaborare. In questi casi, se non si risolve la causa che ha generato la dipendenza, è probabile che ogni tentativo di disassuefazione sia infruttuoso, per varie ragioni.

fattori psicologici
In alcuni casi la dipendenza ha il significato di “compensare” una perdita importante, e pertanto non appena si prova ad interrompere l’abitudine del fumo subentra una sensazione di vuoto intollerabile, che va ben al di là dei normali sintomi astinenziali. Nei disturbi post-traumatici invece la dipendenza tabagica può rappresentare un diversivo per non affrontare l’insopportabile peso del trauma mai elaborato. In questi casi è quindi necessario intraprendere un lavoro psicoterapeutico specifico per elaborare le perdite, i lutti e i traumi.
La sigaretta può anche essere una vera e propria cura per la depressione; sospendere il consumo di sigarette in modo brusco in questi casi è assolutamente controindicato, poiché potrebbe slatentizzare un disturbo depressivo anche grave. Riconoscendo tale disturbo sottostante, è invece più appropriato il ricorso ad una valutazione specialistica psichiatrica per impostare una terapia antidepressiva associata ad una psicoterapia.
Lo stesso discorso vale per i disturbi d’ansia, quali il disturbo d’ansia generalizzato ed il disturbo di panico, nei quali la sigaretta è utilizzata per i suoi effetti ansiolitici.
Anche per queste ragioni, è importante una prima seduta di counselling in cui il medico valuterà con il paziente gli aspetti psicologici specifici.
Come si può intuire, il colloquio di counselling necessita quindi di competenze ad “ampio spettro”, che è possibile trovare nel mio studio di agopuntura a Torino.
QUANDO LA SIGARETTA PROCURA PIACERE. Molti fumatori fumano quasi solo per abitudine, senza trarre dalla sigaretta un reale piacere.

piacere fumo
Altri, soprattutto i grandi fumatori, provano persino disgusto a fumare, ma sentono di non poterne fare a meno. Ma una certa quota di fumatori prova reale piacere a fumare: per essi la disassuefazione è senza dubbio più impegnativa, per le ragioni di tipo neurobiologico che abbiamo visto, relative soprattutto alla liberazione di dopamina nelle aree della ricompensa del cervello. Occorre sostituire il piacere derivante dalle sigarette con una sensazione almeno equivalente come qualità ed intensità, ricercandola in situazioni non dannose per la propria salute. Questa ricerca è essenziale, e richiede chiaramente un’alta motivazione da parte del soggetto. Nel colloquio di counselling è molto importante essere chiari su questo punto, per non generare aspettative poco realistiche rispetto alla riuscita dell’intervento. Con sforzo, lavoro e costanza, e calibrando i giusti interventi, la disassuefazione è comunque possibile anche in questi soggetti.
“Da diversi anni il dottor Giuseppe Fatiga si occupa di disassuefazione dal fumo nel suo studio di via Monte Santo 6 a Torino. Puoi chiamarlo direttamente al 3405499616