L’insonnia negli anziani

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L’insonnia che colpisce i soggetti anziani è chiamata “insonnia terminale”.

Il soggetto si risveglia in anticipo rispetto al normale, alle 5 o alle 4 del mattino, o anche alle 3 nei casi più gravi, e non riesce più a prendere sonno.

L’insonnia terminale spesso si associa a quella intermedia: dopo una prima fase in cui i risvegli nel cuore della notte si alternano a periodi di sonno normale, subentra una fase in cui i soggetto non riesce più a riaddormentarsi.

Negli anziani l’atto dell’addormentamento non è compromesso, mentre si verifica una significativa riduzione del numero di ore di sonno, riduzione progressiva con l’avanzare degli anni: svegliarsi alle 6 o 5 del mattino è un fatto normale per un over 75.

Sfortunatamente, anche la qualità del sonno si deteriora: il sonno diventa più leggero, con riduzione delle fasi “REM” (le fasi di sonno profondo associate ai sogni), per cui il soggetto si risveglia con più facilità nel corso della notte.

Se in molti anziani queste alterazioni sono al limite del fisiologico e non compromettono la qualità della vita, in altri la mancanza di un sonno “ristoratore” può portare a stanchezza nel corso della giornata, sonnolenza, e altri fastidiosi disturbi che possono essere invalidanti. In particolare, possono essere compromesse la memoria, la concentrazione, la lucidità mentale; la sonnolenza e l’alterazione dei riflessi e dell’equilibrio possono inoltre predisporre a pericolose cadute.

Le insonnie più gravi generalmente si verificano negli anziani già affetti da altre patologie o che devono ricorrere all’uso di molti farmaci.

L’insonnia terminale è spesso curata in modo improprio con farmaci induttori del sonno chiamati “benzodiazepine”. Oltre a diventare sempre meno efficaci con il passare del tempo, tali farmaci creano una pericolosa dipendenza, con comparsa di importanti sindromi di astinenza alla loro sospensione. Inoltre, alla lunga, compromettono la lucidità e la memoria del soggetto anziano, predisponendo ad incidenti e cadute.

L’agopuntura praticata a Torino dal dottor Fatiga si rivela molto efficace nel trattamento dell’insonnia dell’anziano. Molti studi dimostrano come anche la semplice “acupressione” (cioè semplice pressione con un dispositivo a forma di bottone) del punto 7 di cuore sia in grado di indurre un significativo miglioramento della qualità del sonno.

L’agopuntura è in grado di agire sui “neurotrasmettitori” , le sostanze chimiche presenti nel cervello che regolano il ritmo sonno-veglia e che subiscono alterazioni con l’avanzare dell’età.

Ma non solo. L’agopuntura usata a Torino dal dottor Fatiga è anche in grado di curare gli altri disturbi dell’anziano associati all’insonnia, come i sintomi di ansia e depressione, la perdita di lucidità mentale e di concentrazione e le alterazioni dell’equilibrio.

L’agopuntura è anche un trattamento molto valido nella “disassuefazione” dalle benzodiazepine, che spesso rappresentano un’ inutile e dannosa dipendenza del soggetto anziano: attraverso le sue innumerevoli azioni, l’agopuntura praticata a Torino nello studio di via Monte Santo 6 è in grado di prevenire la sindrome di astinenza legata alla sospensione di tali farmaci.

“Con l’agopuntura del dottor Giuseppe Fatiga a Torino ritroverai un sonno riposante. Chiama il 3405499616 per iniziare il tuo trattamento di agopuntura”