IL REFLUSSO GASTRO-ESOFAGEO

Se soffri di reflusso gastro-esofageo, devi sapere che esiste una soluzione efficace quanto i farmaci, ma senza effetti collaterali: l’agopuntura. Il dottor Giuseppe Fatiga è un medico esperto nel trattamento agopunturale del reflusso gastro-esofageo.Chiamalo al 340-5499616 per prenotare una seduta

Durante un pasto, il cibo masticato ed impregnato di saliva scende verso lo stomaco, attraverso l’esofago.

Il cibo resta per qualche ora nello stomaco, dove inizia ad essere digerito; quando il lavoro dello stomaco termina, l’apertura di una valvola, il piloro, consente al cibo di raggiungere il duodeno e da qui l’intestino. Un’altra valvola, chiamata cardias, resta chiusa ermeticamente durante la digestione nello stomaco, e trattiene il cibo al suo interno, impedendo che possa risalire verso la bocca.

Se il cardias non riesce a chiudersi in modo completo, il cibo può risalire in alto; l’acido dello stomaco, a contatto con la mucosa dell’esofago, causa un intenso bruciore, avvertito dietro lo sterno, oppure un vero e proprio dolore al petto, talvolta così intenso da essere scambiato per un infarto. L’acido, raggiungendo la bocca, può infine causare una sensazione di amaro.

Il contenuto dello stomaco può inoltre essere inalato, e raggiungere così’ le vie respiratorie: laringe e corde vocali, trachea e bronchi. La mucosa di questi organi, a contatto con l’acido, s’infiamma molto facilmente: possono comparire un abbassamento della voce, attacchi di tosse stizzosa, oppure crisi d’asma.

Molte condizioni possono essere alla base del reflusso, l’alimentazione in primo luogo. La quantità’ di cibo ingerito, se eccessiva, determina nello stomaco una distensione esagerata, che supera la capacità’ di tenuta della valvola cardiale.

L’assunzione di bevande gasate accentua tale distensione, ed anche alcune abitudini alimentari sbagliate, come parlare durante il pasto, con deglutizione di abbondante aria. Alcune sostanze, invece, agiscono direttamente sulla valvola del cardias, causandone l’anomala apertura nel corso della digestione: il te’, il caffe’, il cioccolato, la menta, cibi molto grassi e/o zuccherati.

Facilitano il reflusso la “pennichella” dopo il pranzo, oppure andare a letto subito dopo la cena, prima che lo stomaco si sia svuotato. Infatti la posizione eretta facilita la “discesa” del contenuto dello stomaco; al contrario, in quella sdraiata, viene meno l’effetto della gravità e il cibo tende più facimente a risalire. Durante tali riposi, sono sufficienti due cuscini sotto la testa per evitare il reflusso.

Il sovrappeso facilita anch’esso il reflusso, poichè il grasso addominale si comporta come “un torchio” che spinge il cibo verso l’alto; un meccanismo simile si verifica nel corso dell’attività sportiva svolta subito dopo i pasti, attraverso la contrazione dei muscoli addominali. Stesso discorso per la gravidanza.

Anche terapie ormonali, come la pillola anticoncezionale, e diversi tipi di farmaci, tra cui quelli utilizzati nella terapia della pressione alta, o dell’osteoporosi, predispongono al reflusso. Così come il fumo di sigaretta.

Un’altra condizone che favorisce il reflusso è l’ernia jatale, che consiste nello spostamento del cardias dalla sua posizione originaria, cioè l’addome, verso il torace, attraverso un foro del diaframma. Il cardias, fuori dalla sua sede naturale, si chiude con meno forza.

In alcuni individui, l’acido proveniente dallo stomaco può causare infiammazioni della mucosa dell’esofago: si parla di esofagiti. Esistono vari gradi di esofagite: da lievi fino a forme severe. In alcuni casi, l’azione nociva dell’acido, soprattutto se protratta per mesi/anni, può favorire la trasformazione delle cellule dell’esofago: parliamo di esofago di Barrett, una condizione che, se non trattata, può evolvere in un carcinoma dell’esofago.

Trattare il reflusso è dunque importante, per evitare la sua cronicizzazione e la comparsa di esofagite/Barrett. Innanzitutto, occorre curare l’esofagite, quando presente: esistono farmaci molto efficaci, chiamati inibitori della pompa protonica (lansoprazolo, omeprazolo, esomeprazolo…), in grado di eliminare l’acidità dello stomaco e quindi di evitare la sua azione lesiva nei confronti della mucosa dell’esofago.

Mentre un tempo la terapia con questi farmaci veniva protratta indefinitamente, oggi questo approccio non è più raccomandabile , per la possibile comparsa di effetti collaterali, anche gravi. Dopo la scomparsa dei sintomi e la guarigione dell’esofagite, si cerca quindi di prevenire la ricomparsa del disturbo attraverso misure che siano il più possibile naturali. In primo luogo, curando l’alimentazione e rimuovendo gli altri fattori in causa, come il sovrappeso.

L’agopuntura si è dimostrata molto efficace nel trattamento del reflusso. Innanzitutto per la sua capacità di ridurre la produzione di acidi da parte dello stomaco. Ma anche in virtu’ della sua azione sui centri nervosi, ripristinando i regolari meccanismi di apertura-chiusura del cardias e del piloro. La frequenza delle sedute è di una alla settimana. Il ciclo di trattamento prevede un numero globale di 5-10 sedute.

Il dottor Giuseppe Fatiga è esperto nel trattamento agopunturale del reflusso gastro-esofageo. Chiama il 340-5499616 per fissare una seduta con lui