Problemi di peso e Agopuntura

LA SINDROME METABOLICA
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Obesità addominale e resistenza all’insulina L’aumento di peso non è dannoso per tutti allo stesso modo: gli individui che accumulano tessuto adiposo a livello dell’addome sono quelli che possono avere più rischi per la propria salute.

Si può trattare anche di individui con un peso nei limiti di norma, ma che possiedono comunque una circonferenza dell’addome superiore alla norma. Parliamo di obesità addominale quando la circonferenza dell’addome è superiore a 102 cm nell’uomo e a 88 cm nella donna; tuttavia recenti studi dimostrano che i rischi per la nostra salute aumentano già a partire da una circonferenza di 94 cm per i maschi e 80 cm per le donne.

L’obesità addominale è una condizione in cui vi è un eccesso di massa grassa, localizzata soprattutto a livello dei visceri, rispetto alle altre condizioni di sovrappeso in cui il grasso è più “superficiale” nel tessuto sottocutaneo. Il tessuto adiposo viscerale si comporta come una vera e propria “ghiandola ormonale” e produce sostanze nocive che hanno uno specifico effetto sul nostro organismo: riducono l’azione dell’insulina. Si parla di resistenza all’insulina.

Il risultato è che gli zuccheri introdotti con la dieta non riescono ad essere utilizzati dalle cellule per la produzione di energia, e restano nel sangue, causando aumenti della glicemia. L’organismo è quindi costretto ad aumentare la produzione di insulina . L’insulina in eccesso risulta tossica per il nostro organismo, causando svariati effetti deleteri, che prendono il nome di sindrome metabolica.

Apparato cardiovascolare. L’aumento dell’insulina è dannoso soprattutto per l’apparato cardiovascolare, con aumentato rischio di infarti ed ictus. Infatti aumenta la pressione arteriosa. Ed in secondo luogo infiamma le pareti dei vasi e rende il sangue al loro interno più denso, favorendo la loro ostruzione.

Colesterolo e trigliceridi. L’aumento dell’insulina causa un aumento dei trigliceridi e del colesterolo, che si accumulano anche nel fegato causando la famosa steatosi (fegato grasso). In particolare, si osserva un aumento del colesterolo LDL, il cosiddetto “colesterolo cattivo”, ed una riduzione del colesterolo HDL, il cosiddetto “colesterolo buono”. Nel sangue si formano “particelle” di LDL “piccole e dense”, che hanno la proprietà di “appiccicarsi” alle pareti dei vasi in modo molto tenace, favorendone l’infiammazione delle pareti e la chiusura.

Aumento della glicemia: il diabete. La resistenza all’insulina comporta una notevole difficoltà a regolare la glicemia, con “picchi” pericolosi per la nostra salute. Quando la glicemia a digiuno aumenta al di sopra di 126 mg/mL ci troviamo di fronte ad un diabete mellito. Il diabete mellito, se non curato, danneggia soprattutto l’apparato cardiovascolare (favorendo infarti ed ictus), i reni, gli occhi ed i nervi (la famosa “neuropatia diabetica”)

I reni. Il filtro” dei reni è delicato, e risente molto delle alterazioni della sindrome metabolica. Sono soprattutto l’aumento della pressione arteriosa e l’infiammazione dei vasi a danneggiare i reni: inizialmente si verifica una perdita di proteine con le urine (la cosiddetta albuminuria) , in un secondo tempo si verifica anche una riduzione della loro funzionalità (insufficienza renale).

Radicali liberi. Anche altri organi risentono dell’effetto pro-infiammatorio dell’insulina, con produzione dei famosi “radicali liberi” che ossidano e fanno invecchiare le cellule.

Neoplasie. L’insulina in eccesso infiamma tutti i tessuti, con produzione di “radicali ossidanti” che alterano il DNA delle cellule. Inoltre nella sindrome metabolica il fegato produce in quantità superiori al normale un ormone, l’ IGF-1, che è un “fattore di crescita” cellulare. Non meno importante è la riduzione dell’efficienza del sistema immunitario dovuta alla resistenza all’insulina. Tutti questi fattori sono responsabili di un aumentato rischio di malattie tumorali a carico di vari organi, in particolare di quello della mammella.

LE CAUSE DELLA SINDROME METABOLICA
Sono essenzialmente tre:
1) Dieta. (vedi pagina dieta dell’indice glicemico). L’introduzione di cibi ad alto indice glicemico favorisce l’insorgenza dell’obesità addominale. I cosiddetti “cibi spazzatura” sono i più pericolosi: snacks, patatine fritte, bevande dolcificate come la coca-cola, pizza. Oltre che essere costituiti da zuccheri a rapidissimo assorbimento, che aumentano in modo repentino la glicemia, sono ricchi di grassi saturi, ed in particolare di olii e grassi idrogenati. Zuccheri e grassi idrogenati vengono smaltiti con molta difficoltà dal nostro organismo e si depositano a livello addominale come tessuto adiposo. Anche l’eccesso di proteine animali favorisce l’insorgenza della sindrome metabolica, causando una resistenza all’azione dell’insulina.

2) Ridotta attività fisica. L’attività fisica regolare, soprattutto quella aerobica, come camminare a passo svelto almeno mezz’ora e almeno tre-cinque volte alla settimana, possiede straordinari effetti benefici sul nostro organismo, tra cui quello di “bruciare” i grassi in eccesso e ridurre la massa grassa. Viceversa, una vita sedentaria favorisce la comparsa dell’obesità addominale.

3) Distress (vedi pagina stress acuto). L’eccessivo stress favorisce la produzione di una serie di ormoni, il principale dei quali è il cortisolo, che favoriscono la comparsa della sindrome metabolica. Il cortisolo innanzitutto favorisce la riduzione della massa “magra” muscolare ed un aumento di quella grassa addominale; in secondo luogo causa una ridotta funzionalità dell’insulina.

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