TALLONITE E FASCITE PLANTARE

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Nella pianta del piede è presente una struttura formata da fasci fibrosi, chiamata fascia plantare. La fascia plantare svolge una funzione fondamentale nella deambulazione: come un ammortizzatore, modifica la sua struttura per assorbire il peso del corpo ed evitare sollecitazioni anomale.

In presenza di sollecitazioni meccaniche eccessive, si possono produrre piccoli traumi ripetuti della fascia, che danno luogo ad infiammazione. L’infiammazione causa il sintomo caratteristico, che è un intenso dolore in corrispondenza del tallone, soprattutto nella sua parte interna. Il punto dolente si trova di solito 5 centimetri davanti al margine posteriore del tallone: la sua pressione causa vivo dolore. Il dolore, per la sua intensità, viene spesso descritto come una pugnalata, e spesso si irradia a tutta la pianta del piede.

Tipicamente il dolore compare non appena si mette il piede giù dal letto per appoggiarlo a terra; si aggrava dopo essere stati seduti, mentre si riduce camminando. Verso la fine della giornata, cioè dopo aver sollecitato la fascia infiammata, il dolore è massimo. Il risultato di un dolore così intenso è che il soggetto zoppica vistosamente.

I fattori che predispongono all’insorgenza della fascite plantare sono quelli che sottopongono la fascia a sollecitazioni eccessive per intensità, durata o frequenza:

  • camminare o correre a lungo, soprattutto se in mancanza di allenamento
  • aumentare la durata o l’intensità di una camminata o di una corsa, rispetto a quella usuale
  • camminare o correre con calzature non adeguate (come calzature non imbottite) o a piedi scalzi
  • svolgere attività che comportano il trasporto di pesi per lungo tempo
  • superficie di marcia o di corsa non adeguata, come terreni sconnessi
  • situazione di sovrappeso-obesità, o di recente aumento di peso

In un caso su quattro la fascite plantare si associa allo sperone calcaneare: cioè un accrescimento osseo, simile ad una spina, che è ben visibile ad una radiografia in corrispondenza dell’osso del calcagno. Mentre un tempo si riteneva che lo sperone fosse la causa del dolore, andando a schiacciare i tessuti del tallone, oggi sappiamo che lo sperone non è altro che la reazione dell’osso del calcagno a sollecitazioni eccessive: forma più osso per diventare “più resistente”. Per cui trovare uno sperone ad una radiografia significa semplicemente che ci troviamo di fronte ad una pressione eccessiva sulla fascia plantare.

L’infiammazione della fascia plantare determina alla lunga alterazioni della struttura della fascia plantare, che diventa:

  • più spessa: all’ecografia documentiamo tale aumento di spessore, dai 3 mm usuali fino a 15 mm
  • più rigida, aggravando la tensione esercitata su di essa e quindi il dolore

In assenza di cura, la fascite plantare dura fino ad uno e talvolta due anni. L’agopuntura è altamente efficace nella fascite plantare; già dopo la prima seduta si osserva spesso un vistoso miglioramento, e nell’arco di qualche settimana si assiste spesso ad una notevole riduzione del dolore e dell’infiammazione della fascia plantare, con un buon recupero della deambulazione.

Per una guarigione stabile e duratura, è importante agire anche sui fattori che hanno determinato la fascite:

  • riduzione della sollecitazione meccanica della fascia plantare
  • riduzione del sovrappeso, se possibile
  • utilizzo di calzature idonee
  • utilizzo di “tallonette”, cioè cuscinetti morbidi da posizionare all’interno delle scarpe, sotto il tallone
  • eventuale valutazione podologica, per la prescrizione di plantari se vi sono anomalie del piede

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Se il trattamento è precoce, in una-due sedute sarai libero dal dolore