EPIDEMIA ED EMOZIONI: LA PREOCCUPAZIONE, L’AFFLIZIONE E LA RIMUGINAZIONE

MEDICINA CINESE ED EMOZIONI DISTURBANTI

Ogni emozione possiede una specifica funziona- ci insegna la moderna psicologia – ma quando un’emozione perdurae non lascia spazio ad altro, catalizzando tutte le nostre energie, ecco che perde la sua funzione originaria e produce sofferenza. La pensava così anche la Medicina Tradizionale Cinese, che di emozioni se ne intendeva, e parecchio. Al punto da considerarle parte integrante del nostro organismo e ad attribuire loro una sede fisica: un’emozione per ciascun organo. Oggi ci occupiamo delle emozioni connesse con l’organo Milza, che in Medicina Cinese non corrisponde solo all’organo emolinfopoietico che tutti noi conosciamo, ma all’insieme dell’apparato digerente, in particolare il pancreas e le funzioni di trasporto e trasformazione dell’intero intestino.

MILZA COME SEDE DEL PENSIERO (YI)

Secondo la Medicina Cinese nella Milza risiede il “pensiero” o yi. La milza digerisce gli alimenti ricavandone una forma di qi essenziale per la vita – il gu qi o qi digestivo – che serve a dare forza all’intero organismo, a riscaldarlo, a sostenerlo; allo stesso modo digerisce le esperienze della vita, ricavandone il giusto nutrimento per la mente, arricchendola, e fornendo il materiale per i ricordi. Se la Milza è sofferente, oltre ad una serie di disturbi fisici che attengono ai processi digestivi (inappetenza, meteorismo, flatulenza, stipsi o al contrario diarrea liquida, feci non formate, muco nelle feci etc…), insorgono problematiche di ordine emotivo, e più precisamente pensieri parassiti o persino di tipo ossessivo, rimuginazioni, arrovellamenti mentali, che sono per l’appunto il risultato di una carente digestione dei pensieri. La memoria ne risente, e si accumula “umidità” a livello della mente, sotto forma di pensiero annebbiato, mancanza di lucidità, senso di ovattamento e ottundimento mentale. L’umidità è un concetto molto importante in Medicina Cinese: la Milza, oltre agli alimenti solidi, si occupa di smaltire anche quelli liquidi, per cui, nel caso sia indebolita, questi si accumulano sotto forma di umidità visibile (diarrea, etc…) oppure in forma invisibile, come l’umidità mentale chiamata anche tan. Che cosa c’entra tutto questo con l’epidemia che stiamo vivendo? Come possono esserci utili questi concetti?

RIMUGINAZIONE, PREOCCUPAZIONE, AFFLIZIONE

In un periodo di pandemia come questo, la preoccupazione ha la sua funzione, come abbiamo già visto trattando l’ansia e la paura: preoccupandoci, possiamo mettere in atto tutte le misure che proteggono noi e i nostri cari dal virus. Ma se ci preoccupiamo in modo eccessivo, o peggio ancora ci affliggiamo per la penosa situazione in cui versa l’umanità, ecco che le emozioni perdono la loro funzione originaria, e subentra la patologia. Lo stesso vale per la rimuginazione, che la Medicina Cinese definiva come l’”annodarsi del pensiero”. Rimuginazione, preoccupazione ed afflizione sono tre emozioni che secondo la Medicina Cinese ledono gravemente la Milza e l’entità psichica in essa contenuta (lo yi), producendo sintomi fisici e psichici.

LA SALUTE SI BASA SULL’EQUILIBRIO TRA PENSIERO E AZIONE

Il nostro benessere psicologico si basa infatti sull’alternanza tra il pensiero e l’azione: pensare troppo nuoce alla salute, così come disperdersi in attività convulse e frenetiche senza fermarsi a pensare. Mai come in questo momento, in cui siamo costretti a trascorrere il nostro tempo in casa, dobbiamo guardarci dalle insidie dell’immobilismo mentale, lasciando il dovuto spazio alla creatività (il cosiddetto “pensiero laterale”), al movimento fisico, ed anche all’attività sessuale, che attraverso la liberazione di endorfine e dopamina dissolve le rimuginazioni mentali. L’equilibrio descritto comporta profonde ripercussioni anche sul benessere fisico, oltre che su quello psicooemotivo. Il sistema immunitario è infatti il bersaglio numero uno della preoccupazione, della rimuginazione e dell’afflizione, ed oggi sappiamo anche perché: le emozioni legate alla Milza, se protratte, attivano le risposte di stress, che a loro volta alterano la flora batterica intestinale. E Oggi sappiamo che la flora batterica intestinale interagisce con le cellule del sistema immunitario intestinale (il MALT), che a loro volta influenzano il sistema immunitario nel suo complesso. L’effetto dello stress sul microbiota può essere diretto, oppure indiretto, mediato cioè dall’introduzione di cibi spazzatura e altri alimenti che favoriscono lo sviluppo di una flora patologica fermentante.  La flora batterica intestinale influenza inoltre la produzione di importanti neurotrasmettitori, come la serotonina, che non esercitano i loro effetti solo a livello locale, ma vengono persino trasportati per via assonale in maniera retrograda fino al cervello. Negli ultimi anni abbiamo appreso, a questo proposito, che una flora patogena fermentante può distruggere le riserve di serotonina nell’ambiente intestinale, riducendo la disponibilità di questo neurotrasmettitore a livello del cervello. Come esito finale, possono insorgere quadri depressivi, che a loro volta riducono l’efficienza del sistema immunitario. Insomma, le emozioni della Milza influenzano la salute di tutto l’organismo, sia a livello fisico che mentale.

LA MILZA E’ LA MADRE DEL POLOMONE

Gli insegnamenti della Medicina Cinese vanno ancora oltre, e stabiliscono una stretta relazione tra la Milza e il Polmone. In particolare la Milza è la madre del Polmone, per cui la salute dell’intestino si rifletta su quella del Polmone, soprattutto per quanto riguardo le sue difese nei confronti dei fattori patogeni come i microrganismi. Motivo in più per arginare la preoccupazione, la rimuginazione e l’afflizione che, guarda caso, non danneggiano solo lo yi della Milza, ma anche l’entità psichica del polmone che è chiamata Po.

CONCLUDENDO…

In conclusione, in questo periodo di pandemia tormentarci con rimuginazioni mentali e preoccupazioni o, peggio ancora, affliggendoci, non serve a nulla, anzi deprime l’efficienza del sistema immunitario, come abbiamo visto. Distraiamoci quindi dal pensiero del contagio, e lasciamo spazio alla fantasia, alla creatività, all’attività fisica e alla sessualità. Uscire dal nostro guscio serve anche a connetterci con gli altri, sentendoci parte di una collettività che sta affrontando ovunque lo stesso problema, e di un universo che è ben più grande e saggio di noi.

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