Cervicalgia da tensione: le cause

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Con il termine di cervicalgia da tensione (anche chiamata “tensiva”) si indica il male al collo legato alla tensione muscolare. Questo disturbo, che colpisce moltissimi di noi, dipende essenzialmente da due fattori:la tensione emotiva e le alterazioni della postura.Un terzo fattore è il bruxismo.

TENSIONI EMOTIVE
Le tensioni di natura emotiva si accumulano in modo spesso inconsapevole nella regione del collo.

Uno dei sintomi dello stress è infatti l’attivazione di una reazione di “lotta-fuga” (vedi pagina stress acuto), che oltre a causare sintomi come batticuore, sudorazione, ansia, prepara i muscoli per il “combattimento”, mettendoli in tensione. Ma non solo.

Quando le emozioni sono “compresse”, non trovando una valvola di sfogo, causano blocchi in alcune parti del corpo più vulnerabili; in alcuni individui una di queste zone è proprio il collo.

Alcune caratteristiche di personalità predispongono all’insorgenza della cervicalgia da tensione. Ad esempio la necessità di ottemperare sempre agli obblighi o ai doveri genera facilmente tensioni ai muscoli del collo. Simbolicamente l’individuo cerca di tenere la “testa sul collo”, come gli è stato insegnato sin da piccolo, non concedendosi la possibilità di sbagliare e temendo un rimprovero. Spesso chi soffre di cervicalgia da tensione è dunque un giudice molto severo verso se stesso.

ALTERAZIONI POSTURALI
Le alterazioni della postura del corpo predispongono all’insorgenza della cervicalgia da tensione. Il mantenimento di posizioni scorrette per molto tempo costringe infatti i muscoli del collo ad un superlavoro, determinandone un’infiammazione ed un accorciamento doloroso, chiamato “contrattura”.

Può essere il caso di chi lavora molto al computer, soprattutto se tra una sessione di lavoro e l’altra non si concede una sufficiente pausa, obbligando il capo ed il collo a rimanere sempre nella stessa posizione. Se poi la posizione assunta, oltre che protratta in modo indefinito nel tempo, è anche scorretta, le tensioni muscolari saranno ancora più importanti, come nel caso in cui il monitor obbliga a ruotare il collo verso destra o sinistra. Oppure nel caso in cui il piano di lavoro ci obbliga a flettere la testa in modo anomalo, dimenticandoci che basterebbe un semplice ed economico leggio per prevenire questa evenienza.

Il privarsi di distrazioni durante il lavoro, come fare due chiacchiere con i colleghi, o alzarsi per fare una breve passeggiata, conduce ad una concentrazione eccessiva, che a sua volta pone in tensione i muscoli del collo. Ridere ogni tanto pone i muscoli del collo in uno stato di rilassamento, come dimostrano molti studi scientifici.

IL BRUXISMO
Il bruxismo (vedi pagina denti e bruxismo) è l’atto del “digrignare i denti”. Questa condizione, in cui i muscoli masticatori vengono contratti in modo eccessivo, può derivare dagli stessi fattori emotivi e di stress elencati sopra, oppure può essere la conseguenza di un’ anomala chiusura della bocca.

Le malocclusioni dentarie, le anomalie della mascella e della mandibola, le alterazioni ossee del palato, la permanenza in età adulta di una deglutizione di tipo “infantile”, sono tutte cause che possono portare ad aprire e chiudere la bocca in modo anomalo, con tensione eccessiva dei muscoli della masticazione. Alla lunga queste tensioni possono inoltre danneggiare l’articolazione che fa aprire-chiudere la bocca, chiamata “articolazione temporo-mandibolare”, con comparsa di artrosi e dolori molto forti nella regione dell’orecchio.

Le tensioni dei muscoli masticatori si trasmettono facilmente ai muscoli del collo, ai quali sono strettamente uniti attraverso le fasce muscolari, causando una cervicalgia da tensione, oppure ai muscoli del cranio, causando una cefalea detta anch’essa “tensiva”.

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