La dieta alcalinizzante

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L’alimentazione alcalinizzante è la migliore terapia per contrastare l’acidosi (vedi pagina acidosi) cioè l’accumulo di acidi nei tessuti. L’acidosi comporta conseguenze molto serie per il nostro organismo, andando ad alterare la “matrice”, cioè il terreno in cui le cellule nascono, vivono e si riproducono.

Nella matrice lavora il sistema immunitario, che riconosce e distrugge i microorganismi patogeni, le sostanze tossiche, ed anche le cellule tumorali. Nella matrice infine viaggiano le informazioni che raggiungono le cellule (soprattutto di tipo ormonale) e che permettono al cervello di controllare “a distanza” tutti gli organi.

Il consumo eccessivo di cibi di origine animale , lo stress, l’abuso di alcolici e di sostanze eccitanti, e le attività fisiche logoranti, producono acidi in eccesso che si depositano nella matrice, alterandola profondamente. L’acidosi tessuta riduce la funzionalità delle cellule, con sintomi di vario tipo (mancanza di forza, sintomi digestivi…), oppure favorendo, nei casi più gravi, una proliferazione cellulare di tipo tumorale.

I cardini di una dieta alcalinizzante sono essenzialmente tre. Riduzione dei cibi di origine animale. Molti cibi di origine animale vengono trasformati e convertiti dal nostro organismo in sostanze acide. La più nota di queste è l’acido urico, responsabile della ben nota gotta. I cibi in causa sono le carni, i formaggi ed in particolare quelli stagionati, gli insaccati, le uova, la panna e il burro. Tali cibi vanno quindi limitati il più possibile.

Aumentare l’apporto di cibi alcalinizzanti. Tutti i tipi di frutta e verdura possiedono proprietà opposte rispetti ai cibi di origine animale: non solo non portano alla formazione di acidi ma, al contrario, contengono molte sostanze che neutralizzano efficacemente gli acidi. Per sfruttare al meglio le proprietà benefiche di tali alimenti, è importante rispettare la stagionalità di tali alimenti e scegliere ogni volta un frutto o una verdura di colore diverso (bianco, giallo, arancione, rosso, viola-blu). Ogni pigmento si associa infatti a una particolare proprietà dell’alimento e, se riusciamo nell’arco della settimana a ruotare tutti i colori, componendo un perfetto “arcobaleno”, otteniamo il massimo effetto alcalinizzante.

I centrifugati sono un ottimo modo di alcalinizzare il nostro organismo: infatti, in poco tempo, è possibile ottenere un “concentrato” di sostanze alcalinizzanti, senza dover assumere chilogrammi di frutta e verdura.

Anche le spremute di agrumi (arance, limoni e pompelmi) possiedono notevoli proprietà alcalinizzanti. Il miglior momento per assumere la frutta è lontano dai pasti, in modo che il suo assorbimento sia ottimale. Anche i centrifugati svolgono al meglio la loro azione di alcalinizzazione dei tessuti quando bevuti a digiuno. Invece le verdure possono essere assunte anche durante i pasti, preferibilmente a inizio pasto quelle crude, a fine pasto quelle cotte. Adeguato apporto di acqua.

Una dieta alcalinizzante non può prescindere da un’adeguata introduzione di acqua, che deve essere almeno pari a due litri al giorno. Solo così è infatti possibile eliminare in modo efficace gli acidi attraverso le urine. Le migliori acqua sono quelle di sorgente, che hanno un “ph alcalino”, mentre quelle di rubinetto o quelle imbottigliate sono “acque morte”, a “ph acido”. Bisogna infatti considerare che l’80% dei nostri tessuti è fatto di acqua e quindi, per alcalinizzare efficacemente il nostro organismo, occorre introdurre molti liquidi, e il più possibile alcalini.

Esistono molti modi di alcalinizzare le nostre acque. Attraverso appositi impianti di alcalinizzazione che permettono di far uscire dal rubinetto di casa acqua alcalina. Oppure con l’utilizzo delle più economiche “gocce alcaline”, che versate nell’ acqua acida di rubinetto o bottiglia riescono a “trasformarla” in acqua alcalina (bastano in media 5 gocce per mezzo litro di acqua)

Oltre a questi tre cardini, la dieta alcalinizzante prevede la limitazione degli alcoolici e delle sostanze eccitanti come il caffè ed il the, che causano un’ aumentata produzione di acidi. Anche le bevande dolcificate e la coca cola favoriscono la produzione e l’accumulo di acidi, e vanno pertanto escluse dalla nostra alimentazione. I dolci e gli snack sono altamente acidificanti, e pertanto non trovano posto nella dieta alcalinizzante.

I carboidrati contenuti nei cereali sono acidificanti, ma non vanno assolutamente esclusi dalla nostra alimentazione, poiché rappresentano il principale “carburante” del nostro organismo, dal quale traiamo gran parte dell’energia nel corso della giornata. L’assunzione di sostanze alcalinizzanti in sufficiente quantità è in grado di neutralizzare efficacemente gli acidi prodotti dall’introduzione e trasformazione dei carboidrati.

Lo stesso discorso vale per le proteine vegetali, contenute soprattutto nei legumi che, pur essendo acidificanti, contengono moltissime sostanze preziose per il nostro organismo, tra cui le fibre. Il pesce , soprattutto quello azzurro, porta alla produzione di acidi, ma gli omega 3 in essi contenuti sono potentissimi antinfiammatori naturali, con molti più vantaggi che svantaggi per il nostro organismo. Anche la frutta secca è per lo più acidificante, ma i benefici che ne derivano ne caldeggiano il loro consumo in quantità moderate.

L’acidosi è un problema molto frequente che può essere curato con successo con la dieta alcalinizzante. Chiama il dottor Giuseppe Fatiga al 340-5499616 e fissa un appuntamento con lui