In cosa consiste

Ogni parte del nostro corpo è collegata con una specifica area del padiglione auricolare, attraverso dei collegamenti nervosi.
E’ come se l’intero corpo si specchiasse sul nostro padiglione: l’immagine riflessa ricorda quella di un individuo al contrario, e più precisamente di un feto capovolto, come è stato scoperto nel 1951 dall’inventore dell’auricoloterapia, il medico fancese Paul Nogier.

Quando una parte del nostro corpo si ammala, invia dei segnali all’area corrispondente del padiglione auricolare. Tale area si altera, assumendo delle nuove caratteristiche:

* Fa male quando si esercita su essa un pressione minima, mentre le aree circostanti fanno male solo quando si applicano pressioni molto più intense, o non fanno male per niente.

Attraverso uno strumento chiamato palpatore a pressione (riportato nell’immagine sottostante) è possibile applicare pressioni in modo molto graduale, da un minimo ad un massimo, in modo da distinguere con estrema precisione i punti dell’orecchio che rispondono a pressioni minime, e che chiamiamo punti sensibili, rispetto ai punti che fanno male solo per pressioni molto alte o che non fanno male per niente, e che chiamiamo punti non sensibili.

*Presenta una minore resistenza elettrica: cioè in quella area la corrente elettrica passa con maggiore facilità rispetto alle aree circostanti.
Attraverso un apposito strumento è possibile applicare sui vari punti del padiglione delle correnti elettriche di bassissimo voltaggio e misurarne l’intensità: dove c’è minore resistenza elettrica, la corrente elettrica passerà con maggiore facilità, senza disperdersi nei tessuti, e quindi la sua intensità sarà maggiore.

L’agopuntura auricolare consiste nella stimolazione dei punti sensibili alla pressione e dei punti a minore resistenza elettrica, essenzialmente attraverso due tecniche:

* L’inserimento di aghi sui punti sensibili alla pressione
* L’applicazione di correnti elettriche sui punti a minore resistenza elettrica